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Le origini di questo Castello situato in eccellente posizione a guardia dell'Alta Val di Merse sono ignote: ma esso sorse certamente in tempo posteriore a quello in cui sorsero i vicini Castelli che, con esso formano oggi il Comune di Montieri. la prima notizia che se ne ha in un documento dell'Archivio di Volterra al principio del secolo XIII

Il paese (m. 674) si trova in Val di Merse, tra il Merse e le sorgenti del torrente Farma. In epoca medioevale fu sede di un castello, dominio del vescovo di Volterra e di famiglie patrizie locali; fu poi posseduto dalla potente famiglia dei Salimbeni. che lo cedette alla Repubblica senese intorno al 1350. E' di questo tempo (1368) una contesa fra il castello di Montieri e quello di Boccheggiano per il possesso del Vallucchio; lite che poté essere composta poco dopo.Boccheggiano in quel tempo già ben munito, rafforzava le sue fortificazioni. Il Castello col Cassero che sorgeva sulla cima del monte, anche oggi occupata dall'abitato, fu dotato di una completa cinta di mura, con due porte sovrastate da due torri, che lo chiudevano tutto. Restavano fuori nelle immediate vicinanze alcune case che ne formavano il Borgo. Sulla sommità del castello era una cisterna tuttora conservata.Nel 1444 fu definitivamente occupato da Siena ed a questo periodo risale la distruzione del cassero. Nel 1608 i1 Granduca Ferdinando I lo riunì al Marchesato di Montieri, donandolo ai Capizzucchi di Roma. Dichiarato feudo da Ferdinando VI, fu accordato nel 1621 col titolo di Marchesato ad Antonio Salviati, nobile fiorentino, e alla stessa famiglia rimase fino a1 1749, quando entrò in vigore la legge sull'abolizione dei feudi granducali. Con i Lorena si registrò un incremento demografico, che provocò mutamenti nella topografia insediativa, con la nascita di sobborghi esterni all'antico perimetro, anche se le modifiche più consistenti si sono avute in questo secolo, in relazione allo sviluppo dell'attività mineraria.Si governò con propri Statuti fino al 1777, quando Pietro Leopoldo stabilì che fosse retto secondo gli ordinamenti generali della Toscana.Del Castello e del Cassero esistono tuttora avanzi sufficienti a dare un'idea di ciò che dovette essere. Sebbene il tempo, gli avvenimenti e gli uomini l'abbiano profondamente trasformato, la sua parte inferiore, che ancora resiste solida con le sue mura di oltre due metri di spessore, ne lascia indovinare la sagoma imponente. Nell'interno è ancora ben conservata una scala in cotto dell'epoca ed è integro un bellissimo arco originale di puro stile dugentesco. Il Castello fu dalla sua fondazione, e poi sempre nei tempi posteriori, la sede del Palazzo di Giustizia. Oggi è completamente adibito ad abitazioni private. Le mura di cinta sono in parte rintracciabili anche oggi; e sono ancora visibili resti delle due Torri e le due Porte. Una, la " Porta della Torricella " o " Arco Feudale " è ancora ben conservata nella sua bella costruzione originale; l'altra porta o " Arco di S. Sebastiano ", modificata da soprastrutture e coperta di calce, ha perduto l'aspetto primitivo.La chiesa di S. Bartolomeo, che dovette nascere col Castello, non offre oggi che pochissimi avanzi del tempo in cui sorse, dai quali si può desumere la sua architettura romanica che le varie successive restaurazioni hanno completamente distrutta. Essa conserva tuttavia qualche carattere primitivo in una delle mura esterne che ingloba una costruzione rotondeggiante, quasi certamente l'avanzo di una torre. Oggi è notevolmente trasformata in seguito ai restauri del 1864, quando fu anche ricostruito su nuovo disegno il caratteristico campanile in tutta pietra.